giovedì 31 gennaio 2013

IL GRILLO PARLANTE NEL 2002

Una gentile ospite del blog www.forum.net, daniela la notturna, ha avuto la cortesia di postare stralci di una mia intervista a Beppe Grillo nel 2002, in occasione della messa in scena della commedia "Le Rane" di Aristofane nel teatro greco di Siracusa. Penso sia utile riproporvela.

A Siracusa, quest'anno, sono state rappresentate "Le Rane" di Aristofane. Un caso?
Beppe Grillo: "Non so. Certo la saggezza degli antichi aveva precorso tutto. Perché i Greci si occupavano di problemi universali, si interrogavano sulle virtù, sulla giustizia, sulla felicità, sull'anima. E l'anima è la stessa per gli uomini di tutti i tempi. Viviamo in un'epoca di chiacchiere, di fraseggi, in cui tutti parlano, dicono, senza dire nulla, senza parlare delle cose importanti. E' un'epoca di silenzi assordanti, fragorosi. Al posto delle rane, come Aristofane, ci sono i ranocchi. Eppure, i problemi principali sono sempre gli stessi. L'infanzia, per esempio. Nel Medioevo impiccavano i bambini a sei anni. Dal momento che acquistavano la parola li giudicavano adulti. Oggi con la vittoria della Destra, in Francia, progettano carceri per bambini di 10 anni. Dalle sbarre del box dei giochi passano a quelle della galera, magari blue o rosa, così neanche se ne accorgono. L'infanzia se ne va. Anche la politica se ne va. Io non voto da anni. Ci sono politici come il ministro Lunardi, che per risolvere il conflitto d'interessi ha venduto la propria azienda alla moglie, e dice che, per ragioni di sicurezza, bisognerebbe alzare i limiti di velocità in autostrada. Dice che con la mafia bisogna convivere. Spieghiamolo a Boresellino o Falcone, che con la mafia sono morti! Oggi, abbiamo parlamentari europei della Lega che spargono pipì di maiale per dissacrare il terreno acquistato dai musulmani per costruirvi un luogo di culto. Vogliono la polenta contro il cous cous. A Zurigo, invece, c'è una chiesa dove si riuniscono a pregare fedeli di quattro religioni diverse, ciascuno nel proprio spazio. E' questione di punti di vista. Anche l'infanzia è un punto di vista. Anche il falso in bilancio può essere un punto di vista e considerato un atto creativo. Sono segni di un passaggio epocale".

Nel frastuono di cavallette, si ode ancora la voce del grillo?

Beppe Grillo: "Sì, sono ottimista. La mia speranza nasce da quei milioni di persone che si impegnano nel quotidiano per difendere i valori autentici. Parlo delle associazioni di volontariato, dei padri Comboniani, dei movimenti laicali, dei costruttori di pace, dell'organizzazione Lilliputh. Manca, però, l'informazione. La buona informazione, che faccia da controinformazione alla cattiva informazione. L'informazione è omologata. Sembra che ci siano oltre 700 emittenti in Italia, invece, è come se ce ne fosse una sola. Abbiamo una televisione da regime comunista. E' emblematico quanto Berlusconi ha dichiarato in una recente trasmissione del programma di Costanzo: 'Voi delle reti  private non avete problemi, perché ricevete il finanziamento pubblico. Noi della televisione pubblica abbiamo difficoltà finanziarie'. Il nostro primo ministro è il più grande comunista della storia. E' andato oltre Gramsci, che voleva omologare un popolo su un'idea: lui ha omologato milioni di massaie su un prodotto".

E l'opposizione?
Beppe Grillo: "Non c'è. Non c'è più la sinistra. Giocano a mosca cieca, a rimpiattino. D'Alema ha scambiato il lavoro con il capitale. Si accaniscono sull'articolo 18. Ma il problema non è l'articolo 18: il problema è che dovrebbero lavorare tutti, e non più di venti ore a settimana. Invece, con il computer, per esempio, rispetto al 1950 lavoriamo, comunque, almeno dieci ore in più a settimana e, poi, c'è chi nel tempo libero lavora. Ecco, il problema è il tempo libero. Bisognerebbe che i politici si preoccupassero di darci il tempo libero con il lavoro. Non c'è più destra e sinistra. Ci sono consumatori e consumati. C'è chi sta sotto e chi sta sopra".

Nord e Sud: sono sinonimi di sopra e sotto?
Beppe Grillo: "No, anzi. Credo che il Sud sia in clamoroso vantaggio rispetto al Nord. Il Sud è una concezione di vita diversa. E' il napoletano che vive nel presente, alle falde del vulcano, sapendo che potrebbe essere liofilizzato da un momento all'altro. Forse, ripeto, la differenza è proprio come su come si concepisce il tempo libero. Nel Sud ci sono tante attività che meritano il tempo del lavoro: fare il padre o la madre, essere marito o moglie, leggere un buon libro, ascoltare musica, guardare un bel film. Come mentalità io sono un uomo del Sud".

Nessun commento:

Posta un commento