IL GRILLO PARLANTE NEL 2002
Una gentile ospite del blog
www.forum.net, daniela la notturna, ha avuto la cortesia di postare
stralci di una mia intervista a Beppe Grillo nel 2002, in occasione della
messa in scena della commedia "Le Rane" di Aristofane nel teatro greco
di Siracusa. Penso sia utile riproporvela.
A Siracusa, quest'anno, sono state rappresentate "Le Rane" di Aristofane. Un caso?
Beppe
Grillo: "Non so. Certo la saggezza degli antichi aveva precorso tutto.
Perché i Greci si occupavano di problemi universali, si interrogavano
sulle virtù, sulla giustizia, sulla felicità, sull'anima. E l'anima è la
stessa per gli uomini di tutti i tempi. Viviamo in un'epoca di
chiacchiere, di fraseggi, in cui tutti parlano, dicono, senza dire
nulla, senza parlare delle cose importanti. E' un'epoca di silenzi
assordanti, fragorosi. Al posto delle rane, come Aristofane, ci sono i
ranocchi. Eppure, i problemi principali sono sempre gli stessi.
L'infanzia, per esempio. Nel Medioevo impiccavano i bambini a sei anni.
Dal momento che acquistavano la parola li giudicavano adulti. Oggi
con la vittoria della Destra, in Francia, progettano carceri per bambini
di 10 anni. Dalle sbarre del box dei giochi passano a quelle della
galera, magari blue o rosa, così neanche se ne accorgono. L'infanzia se
ne va. Anche la politica se ne va. Io non voto da anni. Ci sono politici
come il ministro Lunardi, che per risolvere il conflitto d'interessi ha
venduto la propria azienda alla moglie, e dice che, per ragioni di
sicurezza, bisognerebbe alzare i limiti di velocità in autostrada. Dice
che con la mafia bisogna convivere. Spieghiamolo a Boresellino o
Falcone, che con la mafia sono morti! Oggi, abbiamo parlamentari europei
della Lega che spargono pipì di maiale per dissacrare il terreno
acquistato dai musulmani per costruirvi un luogo di culto. Vogliono la
polenta contro il cous cous. A Zurigo, invece, c'è una chiesa dove si
riuniscono a pregare fedeli di quattro religioni diverse, ciascuno nel
proprio spazio. E' questione di punti di vista. Anche l'infanzia è un
punto di vista. Anche il falso in
bilancio può essere un punto di vista e considerato un atto creativo.
Sono segni di un passaggio epocale".
Nel frastuono di cavallette, si ode ancora la voce del grillo?
Beppe
Grillo: "Sì, sono ottimista. La mia speranza nasce da quei milioni di
persone che si impegnano nel quotidiano per difendere i valori
autentici. Parlo delle associazioni di volontariato, dei padri
Comboniani, dei movimenti laicali, dei costruttori di pace,
dell'organizzazione Lilliputh. Manca, però, l'informazione. La buona
informazione, che faccia da controinformazione alla cattiva
informazione. L'informazione è omologata. Sembra che ci siano oltre 700
emittenti in Italia, invece, è come se ce ne fosse una sola. Abbiamo una
televisione da regime comunista. E' emblematico quanto Berlusconi ha
dichiarato in una recente trasmissione del programma di Costanzo: 'Voi
delle reti private non avete problemi, perché ricevete il finanziamento
pubblico. Noi della televisione pubblica abbiamo difficoltà
finanziarie'. Il nostro primo ministro è il più grande comunista della
storia. E' andato oltre Gramsci, che voleva omologare un popolo su
un'idea: lui ha omologato milioni di massaie su un prodotto".
E l'opposizione?
Beppe
Grillo: "Non c'è. Non c'è più la sinistra. Giocano a mosca cieca, a
rimpiattino. D'Alema ha scambiato il lavoro con il capitale. Si
accaniscono sull'articolo 18. Ma il problema non è l'articolo 18: il
problema è che dovrebbero lavorare tutti, e non più di venti ore a
settimana. Invece, con il computer, per esempio, rispetto al 1950
lavoriamo, comunque, almeno dieci ore in più a settimana e, poi, c'è chi
nel tempo libero lavora. Ecco, il problema è il tempo libero.
Bisognerebbe che i politici si preoccupassero di darci il tempo libero
con il lavoro. Non c'è più destra e sinistra. Ci sono consumatori e
consumati. C'è chi sta sotto e chi sta sopra".
Nord e Sud: sono sinonimi di sopra e sotto?
Beppe
Grillo: "No, anzi. Credo che il Sud sia in clamoroso vantaggio rispetto
al Nord. Il Sud è una concezione di vita diversa. E' il napoletano che
vive nel presente, alle falde del vulcano, sapendo che potrebbe essere
liofilizzato da un momento all'altro. Forse, ripeto, la differenza è
proprio come su come si concepisce il tempo libero. Nel Sud ci sono
tante attività che meritano il tempo del lavoro: fare il padre o la
madre, essere marito o moglie, leggere un buon libro, ascoltare musica,
guardare un bel film. Come mentalità io sono un uomo del Sud".
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